lunedì 6 luglio 2020

Sono stato a trovare “Gigi in Cantina”.


Quando mi hanno detto che due cari amici Carmine e Michele, avevano aperto una nuova attività di ristorazione in piena Pandemia, ho pensato che il Virus li avesse fatti uscir di senno.
Molti ristoratori sono in grande difficoltà, alcuni neanche riaprono e gli inventori della conosciutissima Trattoria da Gigi, in Piazza del Carmine, si mettono ad aprirne una nuova, in piena campagna.
Mosso da curiosità, senza avvertire nessuno dei due, sono andato a cercare di pranzare, seguendo la strada per il Seminario ai Tre Cancelli.
Superata Villa Sardi, dopo pochi metri, sono entrato in una classica e bella Corte lucchese, regno incontrastato della famiglia Tosi, fotografi dal 1949, dietro la quale si nasconde Gigi in Cantina, la, dove una volta, il capostipite Alcide, creava il suo vino,  e soprattutto dove i figli Mimmo e Claudio, proseguono, ogni anno, quel Pork Day, inventato vent’anni or sono.
La dove erano le botti della Cantina Tosi, ora sono allineati rustici ma eleganti tavoli, molti col marchio della famiglia Tambellini, famosi artigiani del legno, in un ambiente veramente unico e caratteristico, arredato con grande gusto.
Il meglio lo dovevo scoprire superando i locali della Cantina: all’esterno, in parte sotto un grande tetto posato su travi maestose e in parte nel prato adiacente, decine di tavole apparecchiate e pronte ad essere vissute, ai lati della grande vigna che produce un caratteristico vino bianco come una volta si faceva nelle Sei miglia lucchesi.
Trovo il buon Michele, un Tambellini che sa osare, indaffarato a sistemare le ultime cose, che mi accoglie con la solita gentilezza. 
Mi fa vedere tutta la struttura, che ha un grande fascino già all’una del giorno, con il frinire delle cicale, ma che deve essere da fiaba, la sera sotto le stelle, con le lucciole saltellanti fra i filari delle viti.
Decido per una piccola degustazione, tanto per capire cosa sia questa nuova cucina: direi un felice connubio fra alcuni piatti della classicità di Gigi in città e nuovi e interessanti piatti legati a questa nuova esperienza.
Ho conosciutola gentile signora Veronica che coordina l' efficiente servizio e  la Brigata di Cucina, gente giovane ma di esperienza, cazzuta, con idee chiare e coraggio da vendere, determinata a mettersi in gioco.
Devo dire che questo Gigi in Cantina, per la location e per la cucina mi ricorda molto la raffinatezza del Caffè Santa Zita e i suoi fantastici aperitivi, adagiata nella sapida rusticità e nei profumi della campagna lucchese.
Un ristorante ricercato nelle materie prime e nei piatti, ma in piena campagna, quasi tutto all’aperto, sotto un grande tetto e nell’ampio prato, con grandi distanze fra i tavoli, per un pranzo o una cena in armonia, ma anche in piena sicurezza Covid19.
Il conto è stato molto onesto, in linea con la qualità dei prodotti che hanno nobilitato a degustazione, il vino dei Tosi, che ho scelto, ignorando l’ampia carta dei vini, mi ha riportato alla mia gioventù, dove il vino bianco lucchese era questo: pastoso, ambrato, acidulo, con un retrogusto amaro che ti puliva la bocca e esaltava i tuoi sensi. 
Riscoprire la verace campagna lucchese, ritrovare antichi sapori, antiche “beve” è stata una sorpresa nella sorpresa di questo nuovo locale, così particolare, così intrigante, da giustificare l'appellativo che mi sento di dargli:
"Gigi in Cantina", un Paradiso sapido ed armonioso nella campagna lucchese.

Francesco Colucci, Blogger in Lucca




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